Da una piccola pizzeria ad un progetto ambizioso, Christian Oppedisano e Rocco Di Bartolo ci raccontano la loro storia

Christian è un ragazzone di nemmeno 30 anni, ha il viso sincero e le braccia ricoperte di farina, anzi delle tre farine che compongono il suo impasto, e che hanno dato il nome “Le Tre Farine” alla sua ultima fatica imprenditoriale.

Perché Christian e Rocco sono due imprenditori che si sono adeguati ai tempi ed hanno saputo scommettere sulle loro capacità al momento giusto.

Lo staff de le Tre Farine Lo staff della pizzeria “Le Tre Farine”

Privilegio il Made in Calabria, perché la nostra regione non ha nulla da invidiare a regioni come Campania o Puglia

Quando ci siamo conosciuti tra noi c’è stato subito feeling, sembrava di conoscerli da sempre, la sincerità ed il modo in cui mi hanno fatto entrare nel loro mondo, raccontandomi difficoltà, incomprensioni con i clienti, serate storte e delusioni, ma soprattutto la dedizione verso il suo lavoro, il rispetto verso il cliente e l’importanza e l’amore verso la famiglia.

Di seguito tutto quello che ho “estorto” al pizzaiolo Christian:

La tua storia è molto interessante, fatta di caparbietà e studio, quale dei due fattori ha inciso di più per farti passare da una piccola pizzeria al tuo nuovo progetto “Le Tre Farine”?

Sicuramente i fattori predominanti sono stati tre, il primo è la richiesta, ovvero la potenziale clientela che chiamava a volte anche per diverse settimane di fila senza riuscire mai a trovare posto.

L’ingresso de “Le Tre Farine”

Il secondo punto è prettamente un discorso di comodità, una buona pizza per essere gustata e valutata a pieno, secondo me, deve essere accompagnata da un locale alla stessa altezza. Abbiamo dato voce ai clienti che sono il motore di qualunque attività, i quali ci chiedevo in maniera diretta ed indiretta di ingrandirci, in modo da poter offrire i maggiori comfort possibili e da qui è nata la ricerca di un locale consono al progetto “pizza” che abbiamo intrapreso.

Il terzo punto quello che reputo il più importante è quello di aver a disposizione lo spazio per l’attrezzatura idonea a liberare totalmente il mio “credo”, quelle potenzialità che credo di avere mettendomi completamente in gioco.

C’è qualcuno che consideri il tuo maestro o che è stato in qualche modo fonte d’ispirazione?

La mia storia inizia nell’estate 2003 ad appena 12 anni in una piccola pizzeria d’asporto di Rosarno, dove sono rimasto per ben 6 anni ed alla quale resto legato da ricordi indelebili. Il mio primo maestro è stato uno di quei pizzaioli “vecchio stampo” il quale difficilmente si sbottonava rivelando quali erano i segreti della sua pizza. Da lì in poi è stato un girovagare ricco di esperienze professionali ed umane tra Italia ed estero che hanno contribuito sostanzialmente alla mia crescita. Ma è alla fine del 2012 che realmente ho avuto modo di testare il mio “saper fare”. Dopo essere rientrato dalla Germania, vengo chiamato in una pizzeria tra Rosarno e Melicucco dove si instaura fin dal primo giorno un legame speciale con Pino il proprietario, che purtroppo oggi non c’è più ma che ricordo sempre con grandissimo affetto, il quale mi mette a disposizione qualunque materia prima pur di farmi sperimentare, essendo anche lui un grande appassionato del buon cibo, e forse anche perché era una persona che riusciva a vedere lontano, aveva intravisto in me del talento che ancora non sapevo di avere. È da quella esperienza e dal contatto giornaliero con Pino che nasce totalmente la mia grandissima passione per qualunque forma di impasto e di lievitato.

Che ruolo hanno gli ingredienti nella preparazione delle tue pizze, ad esempio: come li scegli, come li abbini?

Gli ingredienti da utilizzare hanno una rilevanza importantissima nell’economia generale di una pizzeria. Tutti gli elementi si devono sposare a dovere sul disco di pasta, la pizza deve essere armoniosa. Spesso mi arrivano richieste di pizze abbondanti ed esagerate nei condimenti, io penso totalmente l’opposto, più ingredienti ci sono e meno si sposano a dovere tra loro, rompendo l’ equilibrio fondamentale per la riuscita di una buona pizza.

Cerco di privilegiare sempre il Made in Calabria fin dove mi è possibile, perché la nostra regione non ha nulla da invidiare a regioni come Campania o Puglia, anzi credo che ci possiamo definire un eccellenza tanto quanto loro. Dai prodotti caseari ottenuti dal latte del Monte Poro, alla ‘nduja di spilinga, passando per tutti i coltivatori di verdura, frutta ed ortaggi in questa terra tanto bella e soleggiata fino ad arrivare alla cipolla rossa di Tropea.

Il segreto dell’impasto perfetto? Avanti confessalo…

Sfatiamo un mito, l’impasto (la pizza in generale) non ha segreti. È un prodotto artigianale ed ogni pizzaiolo cerca di dare il proprio tocco. Personalmente ai miei collaboratori divulgo tutto quello che fino ad oggi ho appreso perché in caso di necessità devono essere pronti a sopperire ad una mia assenza. Lo stesso impasto, con le stesse dosi ma manipolato da due persone diverse avrà risultati opposti, ma anche tutti gli impasti fatti dalla stessa persona non usciranno mai precisamente uguali, il lavoro artigianale è bello proprio per questo! L’ importante è sempre conoscere le proprietà delle farine che si utilizzano ed avere ben a mente quello che si vuole ottenere a prodotto finito. Al giorno d oggi, con l’informazione che c’è, credo che l’improvvisazione sia finita, e di conseguenza lo studio e l’apprendimento continuo risulta fondamentale, perché è vero che da acqua, farina, sale e lievito si crea l’ impasto ma poi la differenza la fa le gestione dello stesso. Io ho puntato tutto sulla leggerezza e digeribilità delle mie pizze e nonostante mi aggroviglio un po’ di più la strada mi piace da morire e ad oggi mi ha portato molte soddisfazioni.

Le tue pizze a stella e le tue pizze caramella ormai sono famosissime, hai intenzione di donare al mondo altre forme di pizza a noi sconosciute?

In realtà le forme che propongo non sono di mia invenzione perché c’è stato chi le ha proposte prima di me e c’è chi le proporrà dopo di me. Però a differenza del 99% delle pizzerie io ho avuto il coraggio di proporle in menù , nonostante la complessità, che sia sabato o lunedì. Il tocco mio invece c’è sui gusti, perché faccio scegliere al cliente qualunque gusto da inserire all interno e sull’estetica della composizione prima di portarle a tavolo.

Tu hai avuto il coraggio di rimanere in Calabria e creare una splendida realtà aziendale, cosa consigli a tutti i ragazzi che non trovano lavoro e vogliono andare via?

Non ci vuole coraggio a rimanere in Calabria ma tanta forza di volontà! La Calabria è una regione bellissima e sicuramente fin troppo bistrattata. Con Rocco abbiamo deciso di crederci e di investire perché ne vediamo le potenzialità. Sicuramente nell’ottica generale deve cambiare la visione di questa regione, bisogna crederci. C’è bisogno di crescita, c’è bisogno di una svolta nella mentalità, nei servizi e nelle infrastrutture perché in mano abbiamo un dono enorme e non c’è ne rendiamo conto.

Gli interni

Questo discorso deve valere per tutti, perché se portiamo la nostra economia sempre in altre regioni non possiamo ottenere nessun tipo di crescita. I soldi investiti in Calabria credimi che sono gli stessi che avrei dovuto spendere a Milano, Roma o Firenze ma, per me che sono stato fuori e lontano dalla Calabria è motivo di orgoglio contribuire anche solo con una goccia d’acqua allo sviluppo della mia terra

Per provare la pizza de “Le Tre Farine” potete prenotare qui

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